AGRUSTIC SOMNACUNI || ROMANY || CRADLE || LET US PRAISE THE ROM || CHUPPA || MEDIATHECA 'FIORETTA MAZZEI' ||  'ENGLISH' CEMETERY || AUREO ANELLO || Daniel-Claudiu Dumitrescu/ Julia Bolton Holloway © 2012
 
 
 

I ROM E FIRENZE
 
 



 
 

 Rom, gli zingari, originari dell'India, sono 12 milioni in tutto il mondo. Gli otto milioni presenti in Europa costituiscono la più grande minoranza. Isabel Fonseca, giornalista americana e in precedenza vicedirettrice del Times Literary Supplement, è autrice di Seppellitemi in piedi, uno studio sui Rom scritto dopo quattro anni di lavoro sul campo, a stretto contatto con loro. I Rom, assieme agli ebrei, sono gli antichi capri espiatori. Con gli ebrei uccisi nei campi di concentramento.

Tradizionalmente i Rom non conservano memorie scritte, né esiste una tradizione orale. Le ricerche sulle loro origini hanno avuto inizio con una sistematica analisi filologica della loro lingua (Romanì), inequivocabilmente classificata come lingua sanscrita appartenente alla famiglia indo-europea. Parole come dand (dente), mun (bocca), lon (sale), akha (occhi), khel (gioco) sono analoghe alle parole corrispondenti delle lingue indiane del nord-ovest, come il Punjabi e l'Hindi. Una riprova di questo è l'uso da parte degli stessi Rom della scala della musica bhairavi, come pure del ritmo del bol.

I Rom nati dal gruppo di tribù denominato Dom ancora oggi superstite in India, provvedono al loro sostentamento come musici erranti, fabbri, operatori ecologici, e canestrai. Nomadi, nel 950 d. C. dal nord-ovest dell'India emigrarono in Persia per invito dello Shah Behram Gur, che accolse 12.000 musici per allietare i suoi sudditi. Giunsero in Europa nel 1300 fuggendo dalla forzata conversione all'Islam da parte dei Turchi. In Europa accusati di essere le spie dei Turchi furono ancora perseguitati.

La storia dei Rom in Europa è un cuore di tenebra, una storia di orrori come si desume dai verbali e dai documenti dei processi. In Ungheria in un caso che coinvolse nell'orrore centocinquanta Rom, quarantuno furono torturati e costretti a confessare di essere cannibali, quindici uomini furono impiccati, sei sottoposti al supplizio della ruota, due squartati, diciotto donne decapitate, prima che Giuseppe II d'Asburgo ordinasse un'inchiesta che portò alla luce che le accuse nei loro confronti erano in realtà infondate. Tutte le supposte vittime del cannibalismo erano, infatti, ancora in vita. Durante la seconda guerra mondiale i Nazisti sterminarono circa cinquecentomila Rom. Nel Processo di Norimberga, i legali dei Nazisti argomentarono che il genocidio dei Rom fu giusto poiché furono  condannati non in quanto appartenenti ad una determinata razza (sono Ariani) ma in quanto criminali. Nessuno parlò a favore degli zingari e il tribunale internazionale accolse tale giustificazione.

Studi sociologici attestano che i Rom commettono sì crimini ma non più degli altri. In Romania - paese dove vivono le più numerose comunità di Rom rispetto a qualsiasi altro paese - la percentuale delle detenzioni per atti criminosi che coinvolgono i Rom è pari all'11 %. E la loro popolazione in Romania? Corrisponde esattamente all'11%. I Rom in Romania non hanno un accesso paritario al sistema giudiziario. Sono addirittura maledetti dai pulpiti dalla Chiesa Romena Ortodossa. Sono loro i capri espiatori di tutti i mali. Le condizioni in cui vivono in questo paese sono di gran lunga più difficili e disumane di quelle dei Neri e degli Spagnoli negli Stati Uniti.

Gruppi Rom presenti a Firenze:
  - coloro i quali sono definiti Rom 'storici', residenti a Firenze e cittadini italiani;
  - profughi musulmani delle guerre in Jugoslavia e in Macedonia che nel proprio paese possedevano
    una casa. Le loro case così come in Kosovo sono state bombardate o confiscate.
    Attualmente una parte di loro vivono al campo Rom noto come il "Poderaccio", il loro capo è un Sufi che gestisce un bar senza la
    vendita di alcolici;

 - Rom originari della Romania, cristiani ortodossi fuggiti dalle persecuzioni e dalla povertà, che osservano i precetti della loro Chiesa, il venerdi non usano il sapone, non bevono latte - anche quando sono madri allattanti - la domenica non lavorano.
Sovente la polizia demolisce le loro povere baracche, dimore improvvisate e precarie, dove vivono in gruppi familiari con donne e bambini. Questo riguarda, in particolare, i Rom rumeni che non hanno un proprio campo, o anche i Rom musulmani nel caso in cui le  baracche sono costruite senza autorizzazione proliferando in genere a ridosso dei campi.

Come da tempi remoti i Rom lottano per mantenere la loro libertà e custodire le loro famiglie. Non hanno un esercito, non hanno un paese, amano la musica, hanno un grande amore per la bellezza unito alla saggezza della semplicità del vivere. La loro bandiera è di colore verde per la terra, e azzurro per il cielo, al centro a congiungerli la ruota rossa di un carro. Vaclav Hacel in Praga ha affermato che l'approccio verso i Rom è una cartina a tornasole, per provare se una società è civile.
 


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