Quaranta ville di lusso, con giardini e terrazze. Quaranta castelli in miniatura con televisori al plasma e divani in pelle. Tutti costruiti abusivamente. Tutti tirati su senza uno straccio di un permesso. E in barba a qualsiasi legge di Comune, Provincia o Regione. Ora però, trent’anni dopo la costruzione, quelle case dovranno essere abbattute ma il «procedimento sarà lungo». Parola del vicesindaco di Milano.
Lusso per pochi
Regge dotate di ogni comfort ma che non sanno nemmeno cosa sia una
concessione edilizia. Regge dove comodamente vivono le 32 famiglie
di
zingari slavi e romeni che da decenni si sono stabiliti in questa
lingua di terreno stretta tra il comune di Baranzate e
l’autostrada dei
Laghi, quella dove i milanesi si riversano nei weekend estivi per
sfuggire alle torride domeniche in città. Ma i nomadi,
loro, a
due
passi dalla città hanno costruito una piccola oasi, con
alberi e
lampioncini che illuminano il parco, con tavoli e ombrelloni per
le
cene all’aperto e, per i più piccoli, altalene e scivoli
colorati e
nuovi di zecca, che i bimbi milanesi non trovano nemmeno nei parco
giochi.
Quelle case «vanno abbattute» tuona il vicesindaco
Riccardo
De Corato
ora che il campo di via Monte Bisbino è tornato al centro
delle
polemiche. Proprio in quelle ville, infatti, abiterebbero i
ragazzini
che lo scorso fine settimana hanno giocato al tirasegno con le
macchine
in corsa sull’autostrada. «Le abbatteremo - promette il
vicesindaco al
termine di un incontro in prefettura - ma il percorso sarà
lungo».
La beffa
Già perché l’iter giudiziario per arrivare alla
confisca
e
all’abbattimento è tutto in salita. Quei terreni, infatti,
sono
proprietà privata delle famiglie rom da decenni. E su quei
terreni sono
state costruite le ville abusive. Prima di poter procedere con
l’esproprio e la demolizione bisogna dunque accertare di chi sono
quelle case. «E non è semplice» fanno sapere
dall’assessorato alla
Sicurezza, che da anni ormai segue da vicino la vicenda.
I passaggi di proprietà tra le famiglie rom sono infatti
continui e
risalire ai veri intestatari è una vera e propria impresa.
E
così i
tempi si dilatano a non finire. Tanto che nessuna ruspa, negli
ultimi
30 anni, si è mai avvicinata a quelle ville.
Una soluzione, però, c’è ed è la stessa
adottata
nel 2005 per una villa
abusiva del campo nomadi di Cusago. Ma i tempi sono lughissimi.
«Verranno fatte delle ordinanze da parte dello Sportello
Unico
Edilizia
che impongano al proprietario di demolire il manufatto entro 90
giorni
(termini previsti per legge) - spiega De Corato -. In caso di
inottemperanza, il Comune acquisirà l’area al patrimonio
demaniale e
darà luogo all’abbattimento d’ufficio addebitando,
naturalmente,
i
relativi costi». Questo almeno in via teorica, come deciso
ieri
nel
super vertice in prefettura, ma nella realtà demolire tutte
e 40
le
ville abusive non sarà cosa facile. Di certo non
sarà
cosa veloce.
Abusi edilizi
Il problema “case fuorilegge” d’altronde esiste da decenni e va
ben
oltre il caso “Monte Bisbino”. In tutta la città, infatti,
gli
abusi
edilizi sarebbero una sessantina. Dal campo di via Chiesa Rossa,
dove
le decine di ville hollywoodiane, rigorosamente abusive, hanno
addirittura la piscina, l’impianto di videosorveglianza e i posti
auto
per i macchinoni, all’insediamento di Cusago dove rimangono 5
delle 6
case di lusso, tutte in muratura e tutte lussuosissime.
E ancora: via Idro e le sue villette a schiera con tanto di muretti di recinzione, via Vaiano Valle, via Martirano.Le storie degli insediamenti abusivi, d’altronde, si assomigliano un po’ tutte; prima il terreno concesso dal Comune, nei lontani anni Ottanta, poi quelle case che mattone dopo mattone sono spuntate come funghi, incuranti di leggi e divieti.Blitz e ruspe, quando possono, intervengono e spazzano via gli abusi ma spesso le costruzioni fuorilegge non possono essere toccate. Come in via Monte Bisbino, dove da trent’anni la legge sembra contare poco o nulla. Ma da ieri il diktat di prefettura e vicesindaco è un altro: abbattere.
Federica Mantovani